Thule, sezione Lombardia

In Primo Piano


GLI SCAVI DI VALDARO
DOPO GLI AMANTI
TROVATO IL CACCIATORE SEPOLTO COL SUO CANE

Dalla Gazzetta di Mantova del 15 luglio 2009

La tomba del 'Cacciatore Orione con il suo cane Sirio' è stata rinvenuta a Valdaro. Dopo la scoperta dei celebri 'Amanti' neolitici è ora la volta di un uomo, sepolto con il suo cane, testimonianza di un rapporto di fedeltà e fiducia di cinquemila anni fa. "E' una scoperta eccezionale - ha detto Elena Maria Menotti, direttore del Nucleo Operativo della soprintendenza Archeologica di Mantova"
Leggi l'articolo (pdf 914K)



Scuola italiana

Sono insegnante in una scuola periferica di una piccola città, Mantova: un osservatorio, forse, differente rispetto ad altre realtà, più grandi.
La nostra città, così come la nostra provincia a prevalenza rurale, ha subito nell’ultimo decennio una trasformazione sociale ed economica veloce quanto irreversibile, legata all’ingresso di varie etnie, magrebina, albanese, rumena, brasiliana e cinese in prevalenza. Del resto questo processo è visibile in ogni città italiana e le trasformazioni che esso comporta si riflettono anche sull’istituzione-scuola, che accoglie anno dopo anno un numero sempre crescente di allievi stranieri. L’Istituto Comprensivo dove insegno – caso speciale in Italia - conta la presenza di ben ventisette etnie differenti. Si potrebbe pensare ad una nuova Babele: in realtà è esempio dello spiccato senso dell’accoglienza tutto italiano e così in ogni aula del Paese non è difficile trovare il 50% di piccoli allievi stranieri, con tutte le difficoltà che questo comporta.
La scuola di pensiero dominante è quella per la quale la differenza diviene una risorsa ed una ricchezza. In effetti è emotivamente molto intenso vedere, durante i saggi nelle scuole, bambini di tutti i colori che trasmettono con i loro girotondi ed il loro sorridente tenersi per mano un’idea di pace, uguaglianza e serenità unica, perché genuina, espressa con gesti semplici ed ingenui. L’insegnante sa, però, che dietro al palcoscenico c’è una difficile lotta quotidiana: caccia al progetto, allo psicologo, al mediatore culturale, all’educatore… tutte risorse che costano, una volta garantite dallo stato ora - in regime di autonomia scolastica - più difficili da ottenere, a volte anche ricorrendo alla ricerca di sponsor privati, che contribuiscano a rimpolpare i fondi che non bastano mai in una scuola, oggi, chiamata a rispondere alle mutate esigenze della propria utenza.
Magrebini, cinesi, brasiliani, rumeni, albanesi, cingalesi, senegalesi, bielorussi, ecc. sono etnie linguisticamente assai differenziate, con meccanismi d’apprendimento della lingua italiana assai diversi.Se è più facile alfabetizzare tutti i bambini in una classe prima, dove nessuno sa leggere e scrivere, per cui l’italiano e lo straniero imparano insieme, non così è trovarsi di fronte ad inserimenti improvvisi di alunni appena arrivati in Italia dal paese d’origine in terza o in quarta elementare: questi inserimenti improvvisi non si possono - educativamente parlando - abborracciare e richiedono pertanto attenzione didattica e risorse da spendere. Ci vorrà un mediatore culturale per avviare i rapporti scuola-bambino-famiglia; dove possibile un insegnante di supporto per la prima alfabetizzazione, una compresenza di più insegnanti per lavorare in piccoli gruppi, ove è più facile l’apprendimento e l’attenzione alle esigenze del singolo. Spesso è anche necessario approntare il materiale didattico perché molte sono le famiglie non in grado di provvedere del tutto all’acquisto di penne e quaderni.
Vi sono poi esigenze particolari da rispettare, quali pasti differenziati nella mensa, attenzione a non turbare o offendere usi e costumi altrui con parole o contenuti didattici che potrebbero e di fatto a volte sono contestati.
In questo senso, ad esempio, oggi nelle scuole prevale quello che amo chiamare Natale e Pasqua laici, perché – per una forma di rispettoso omaggio alle religioni altrui - molti insegnanti omettono parole come Gesù, presepio, angelo, Madonna, Santi…. pregiudizio d’adulti, perché i miei alunni anche musulmani davanti al presepio non sono per nulla imbarazzati o imbronciati.
Da qui il mio pensiero sulla reale ricchezza della diversità, che non sarà mai tale finchè non verrà superata la barriera del rispetto uguale rinuncia al “proprio”, quasi si chiedesse implicitamente – in cambio, andando in un paese arabo – di entrare in moschea con le scarpe ai piedi….
Esiste poi una certa diffidenza delle famiglie straniere verso la nostra scuola, vissuta come troppo democratica e poco punitiva, là dove in parecchie realtà straniere è tuttora in uso la bacchetta. Inoltre c’è l’oggettiva difficoltà dello svolgimento delle attività didattiche a casa, i cosiddetti compiti, che mettono in seria crisi le mamme e i papà che, oltre a lavorare tutto il giorno, non sanno leggere né scrivere l’italiano, parlandolo solamente.
Un'altra faccia dello stesso problema è l’andata a scuola dell’alunno straniero che soggiorna a scuola in un clima italico e il ritorno a casa ed all’uso della propria lingua: questo genera confusione e sono molti i bambini che potremmo chiamare allo stato educativo ibrido: da un lato leggono e scrivono correttamente l’italiano imparato a scuola, dall’altro parlano la lingua madre ma non sanno leggerla e scriverla. Per questo c’è stato il fiorire negli ultimi anni dell’apertura di scuole parallele, non sempre autorizzate, ove i bambini - in prevalenza di provenienza araba - possano acquisire la padronanza della scrittura e lettura della loro lingua, scuole spesso aperte la domenica o di pomeriggio, che creano una sovrapposizione degli apprendimenti che qualche volta causa disarmonia.
Sempre più la nostra scuola è chiamata a rispondere ad esigenze parentali di turni di lavoro, per cui il tempo pieno o il tempo integrato (lezione alla mattina, mensa e doposcuola) sono i moduli scolastici maggiormente richiesti e questo anche se spesso le madri non risultano lavoratrici, ma avendo comunque l’esigenza di accudire un numero spesso elevato di figli più piccoli e mancando della possibilità di seguire per i compiti i figli più grandi, demandano tutto ciò all’istituzione scuola.
La diffidenza non è solo tipica delle famiglie straniere, ma lo diventa anche per molte famiglie italiane, che si chiedono se la qualità educativo-didattica della scuola statale risponda ancora alle loro aspettative, pensando che in una classe multietnica ne risenta l’andamento del programma. Così negli ultimi anni, c’è stato il fiorire anche di scuole private e parificate, a fronte di alte o altissime rette, nelle quali i figli di chi può permetterselo crescono in un ambiente made in Italy al cento per cento, in classi poco numerose.
In un paese dove la conquista democratica dell’istruzione gratuita per tutti sembrava un gran progresso, mi sembra ci sia una corrente nuova… che comunque non rinnova, visto che gli insegnanti impiegati nelle scuole private non sempre hanno l’esperienza e tutte le qualifiche per svolgere al meglio la loro professione. Inoltre, essendo queste scuole spesso il primo approccio all’insegnamento di giovani maestri o professori, è giusto si sappia che vinto un concorso pubblico essi entreranno come aspirazione ed anche per migliorare il proprio profilo economico nei ruoli della scuola dello stato, creando nelle fila delle scuole private una continua alternanza di docenti.
Questi alcuni dei problemi concreti della nostra scuola, ora segnata anche da una riforma che, nella sua globalità, non ha trovato i consensi di tutti ed apre nuove sfide riguardo le valutazioni, i piani orari proponibili dalle scuole, gli ulteriori tagli delle risorse, la sempre in primo piano lotta al bullismo e all’indisciplina.
Mi piace tornare con gli occhi ed il cuore all’ultimo saggio natalizio, ove una platea di genitori con gli occhi lucidi e gli abiti dei propri paesi applaudiva in un unico e comune entusiasmo la splendida performance musicale dei bambini, così diversi ma così simili: almeno in quei momenti la maestra dimentica i problemi….
E’ proprio di un Paese veramente civile l’investimento delle proprie risorse nei campi della cultura, dell’istruzione, della sanità, della famiglia, della terza età: per tutelare la forza e la debolezza, la crescita ed il declino, i giovani del futuro e del passato.

Barbara Spadini
la ricerca dell'infelicità

Conferenze 20 e 27 giugno

volantino incontro 21-22 marzo 2009


BORSA DI STUDIO PER L'EX RSI
a cura di Mirko Cappelli


Da quotidiano lettore degli avvenimenti locali della mia zona voglio far conoscere una vicenda di questi giorni che stà infiammando la cronaca locale, ovvero una borsa di studio dedicata ad un appartenente alla RSI in una scuola che si chiama Luisa Levi, morta nei campi di concentramento. Inutile dire il susseguirsi di lettere al direttore della gazzetta per manifestare il proprio sdegno, che viene da normali cittadini o da associazioni come l'opera nomadi, ma c'è anche qualche sparuta lettera di solidarietà per l'iniziativa, guardando finalmente, ad un'ipotetica pacificazione tra italiani... "Piccolo" particolare è che l'appartenente alla RSI, anni dopo la fucilazione dopo un processo molto sommario (come se ne son visti troppi alla fine della guerra), fu riabilitato, a voi la lettura.


Il preside difende il premio dedicato all'ex Rsi

All'Alberti non ci stanno: la borsa di studio "Ferruccio Spadini"è un premio al merito scolastico. Ma anche l'occasione per rivalutare il maggiore, "insegnante, padre di famiglia e buon cristiano". Orgoglio e desiderio di conciliazione, sulle note dell'Ave Maria e di Beethoven. Il clima è di ricordo e commozione, ma anche soddisfazione da parte di Riccardo Perrotta, il giovane premiato. I quattro nipoti Spadini sono in prima fila ad applaudire il giovanissimo Riccardo. L'assegnazione della borsa, ci racconta lui, è avvenuta attraverso la valutazione dei risultati scolastici e di un tema scelto dall'alunno tra quelli svolti durante l'anno. Riccardo ha saputo qualche giorno fa del premio e ne è contento, parla di "un martire fascista morto difendendo le sue idee". Ma è la voce del preside, Roberto Archi, a parlare a nome della scuola. Rivendica il merito dell'iniziativa in favore di una figura "incolpevole". La borsa premia e onora il valore dello studente e onora il valore di chi la mette a disposizione. Si augura che dal superamento del dolore giunga la conciliazione, diversa dal revisionismo storico. La borsa - continua - vuole premiare l'idea del percorso futuro di studenti che meritano. I motivi di una scelta che ha fatto discutere li spiega una nipote di Spadini, Barbara, che lavora nell'istituto. Io insegno in questa scuola, la stessa in cui hanno studiato gli altri tre nipoti, di qui il desiderio di premiare un ragazzo che abbia studiato sugli stessi banchi. E' presente anche don Stefano Siliberti, storico della Chiesa, che tratteggia un ricordo di Spadini dalle lettere di sacerdoti impegnati sul fronte opposto. Parla di una "vita stracciata" e incita alla ricerca della verità. E' il desiderio di chiudere una pagina dolorosa, chiedono i parenti. Fabio Norsa, presidente della comunità ebraica mantovana, conosce i familiari di Spadini e ne parla con rispetto. Ma non ha apprezzato l'iniziativa. Non si capisce perchè la vicenda di una persona, riabilitata 47 anni fa, debba essere riproposta dopo così tanto tempo, proprio in quell'istituto e proprio il giorno 27, a cinque mesi esatti dalla Giornata della memoria. Una leggerezza di cattivo gusto - continua Norsa - associare addirittura un "Istituto Spadini" alla scuola che fu di Luisa Levi. Norsa si dice "perplesso dall'azione del dirigente scolastico, che promuove sempre delle bellissime iniziative sul tema della memoria". Ricorda gli insegnanti dell'istituto che ogni anno si impegnano gratuitamente nelle manifestazioni del 27 gennaio. Possibile che proprio quell'istituto si sia prestato all'iniziativa con questa leggerezza? Ribadisce il proprio personale rispetto per la famiglia Spadini, ma la faccenda rimane di cattivo gusto, così come poco chiare le intenzioni dei responsabili.

Borsa di studio per l'ex Rsi al "Luisa Levi"

Questione controversa e delicata quella dell'intitolazione di una borsa di studio alla memoria di Ferruccio Spadini, mantovano, professore di lettere a Brescia e poi maggiore della Rsi. Specialmente perchè la borsa verrà assegnata oggi a uno studente che abbia costruito il proprio percorso formativo all'interno dell'istituto comprensivo "Luisa Levi". La bambina mantovana, di origine ebraica, deportata e morta a Bergen Belsen. Con la collaborazione del regime di Salò. Luisa aveva frequentato una delle classi speciali per bambini ebrei, istituite a seguito delle leggi razziali del 1938, prima di essere deportata nei campi di concentramento nazisti nel '44. A far discutere, più che altro, l'accostamento tra la borsa e l'istituzione: La scuola si onora di essere intitolata a una bambina ebrea e di rivalutare la memoria di un uomo morto con il disonore nel cuore, fanno sapere dall'istituto. La questione è molto delicata - dice Maria Bacchi, autrice del libro "Cercando Luisa. Storie di bambini in guerra 1938-1945" - in quanto è comprensibile il desiderio dei familiari di riabilitare il nome di Spadini, peraltro già riabilitato dalla Cassazione nel '60, però si potevano cercare altre forme, lontane da un'istituzione così coinvolta". La condanna a morte di Spadini, pronunciata nel settembre '45, ebbe un percorso effettivamente inconsueto, con un ricorso e un secondo pronunciamento nel settembre del '45. Così come l'esecuzione, nel febbraio del '46 e quindi a pochi mesi dall'amnistia, nella quale sarebbero potuti certamente rientrare i reati ascritti al maggiore repubblichino. A riproporre la controversia, il ricorso presentato dalla vedova alla Corte di Cassazione, che nel 1960 si pronuncia in suo favore. La figura di Spadini - prosegue Bacchi - è storicamente interessante, anche perchè non si trova traccia nei documenti dell'epoca di violenze o efferatezze contro la popolazione ebrea imputabili a lui, tuttavia rientra in quella che Primo Levi definisce "zona grigia". E' difatti innegabile la responsabilità dei collaboratori della Rsi nei confronti di deportati e partigiani. Un nodo da affrontare con tutta la delicatezza del caso, che però pone una questione di compatibilità nell'ambiente educativo. Rispetto per il ricordo della famiglia, ma più di una perplessità sull'accostamento a una borsa di studio, soprattutto in quella scuola. E dalla scuola fanno sapere la loro posizione per bocca della professoressa Marelli. Ammesso e non concesso che qualcuno abbia commesso degli errori, la scuola intende dare grande valenza, come nella migliore tradizione scolastica, a un contributo che vada a premiare l'impegno e le capacità di uno studente che meriti. Cita un articolo di Enzo Biagi, la professoressa Marelli, che si pronunciava in favore di Spadini su un numero di "Epoca" del '60. Parla di "coraggio", "onore" e "giusto riconoscimento". E' un bene per l'istituzione scolastica e il diritto allo studio se un alunno può ricevere un sussidio che ne faciliti il proseguimento degli studi e, perchè no, ottenere un giusto premio per l'impegno dimostrato. Ad erogare la borsa sarà, comunque, l'Istituto Spadini, che dovrebbe nascere a breve e tra le cui finalità trova spazio la promozione scolastica di uno studente meritevole. Uno studente, come lo erano quelli delle classi del nonno. I quattro nipoti, fondatori dell'Istituto, vorrebbero con questo ricordare Ferruccio Spadini per il suo profilo di letterato, nello stesso ambito e allo stesso livello di istruzione al quale si era dedicato. Paola Spadini ci parla di lettere e poesie scritte dagli studenti di Brescia che gli eredi vorrebbero includere in un ritratto più completo del nonno. Proprio la passione per l'insegnamento e l'affetto dimostrato dai suoi ex allievi hanno indotto i quattro a elargire un contributo economico annuale nei confronti di chi sarà scelto dall'apposita commissione. Alla quale prende parte anche una di loro, Barbara, insegnante dell'elementare "Allende" (che fa parte del comprensivo "Levi"), come "rappresentante dell'istituto benefattore". Luca Moneta

Leggi gli articoli (pdf) dalla Gazzetta di Mantova: Art.1, Art.2, Art.3

Vai alla Gazzetta di Mantova



Speculatori e fili spinati

  • Scarica in formato DOC PDF (di Alberto B. Mariantoni)


Speciale Somalia

  • Scarica in formato DOC PDF (a cura di Gabriele Gruppo)


Speciale Asia

  • Scarica in formato DOC PDF (a cura di Gabriele Gruppo)


Breve riflessione su immigrazione ed economia



Nuovo disegno di Bellatrix: Beltane



Scorci di Lombardia: visitate la nostra galleria fotografica



Clicca per accedere alle foto

Thule Lombardia e Thule Piemonte alla festa celtica di Beltane 2008

 

 

 

 

Per chi votare?

Io NON VOTO!

Parole per l'Europa

Visita la sezione "Simbolo e Manifesto"o

 

 


Contro Informazione, informare per formare



Galleria d'arte di Bellatrix


Novità dal mondo Thule

Rivista

Numero Rivista Settembre-Ottobre 2009
Numero Rivista Settembre-Ottobre 2009 - DISPONIBILE

Richiedi informazioni

Orme del Terzo Reich - Itinerari fra storia e architettura: Berlino

Orme del Terzo Reich: Berlino
Dal presupposto che l’architettura non possa soggiacere al capriccio di facili categorie morali, e in conseguenza del suo imprescindibile legame con gli accadimenti storici, nasce la collana “Orme del Terzo Reich”. Una guida tra le principali città della Germania alla scoperta delle vestigia e della storia di quei dodici anni che hanno segnato l’umanità.

Richiedi informazioni

Teozoologia

La Teozoologia
E' uscita Teozoologia - La scienza delle nature scimmiesche sodomite e l'elettrone divino - Jörg Lanz von Liebenfels edita da Editrice Thule Italia di Marco Linguardo prima traduzione italiana di Die Theozoologie oder die Kunde von den Sodoms-Äfflingen und dem Götter-Elektron - 184 pg, ill. 43

Richiedi informazioni

La Fortezza di Heinrich Himmler

La Fortezza di Heinrich Himmler
E' uscita La Fortezza di Heinrich Himmler - Il centro ideologico di Weltanschauung delle SS - Cronaca per immagini della scuola-SS Haus Wewelsburg dal 1934 al 1945 edita da Editrice Thule Italia di Marco Linguardo prima traduzione italiana di Heinrich Himmlers Burg - 264 pg, 272 ill.

Richiedi informazioni